Un caso clamoroso
Una giovane donna rom di 22 anni ha vissuto un incubo di segregazione e maltrattamenti per almeno 15 giorni, prima di essere abbandonata in uno stato confusionale alla stazione di Mestre. La storia si sviluppa con la ragazza, proveniente da Valmontone vicino a Roma, che ha denunciato il suo ex fidanzato, anche lui di etnia rom, e la sua famiglia per gli abusi subiti. La giovane, disperata, ha presentato attraverso il proprio legale, l’avvocato Loredana Mazzenga, del Foro di Roma, una dettagliata denuncia presso il tribunale di Treviso.
Cosa è accaduto
La giovane coppia, composta dalla donna di 22 anni e dal suo ex compagno di 21, si era trasferita a Zero Branco per vivere insieme, in una casa dove abitavano anche il padre e i fratelli del ragazzo, insieme alle rispettive mogli. Tuttavia, secondo quanto raccontato dalla ragazza nella sua denuncia, i maltrattamenti iniziarono presto, inclusi abusi verbali e fisici, che peggiorarono anche dopo la nascita del loro bambino nel giugno 2013. La donna sostiene che il bambino sia stato usato come strumento di ricatto per impedirle di rivelare agli altri membri della famiglia ciò che stava subendo.
La situazione è precipitata durante la Pasqua, quando la donna è stata violentemente attaccata per aver fatto un innocente commento riguardante la nonna del suo compagno. Questo ha scatenato un brutale pestaggio da parte dei fratelli e del padre del suo compagno, seguito dalla sua segregazione in una stanza, il sequestro del telefono cellulare e, soprattutto, il rapimento del figlio. La giovane donna è stata costretta a chiamare regolarmente i suoi genitori, sotto stretta sorveglianza, per non destare sospetti.
Il 14 aprile, la famiglia del compagno ha deciso di porre fine alla prigionia della donna, abbandonandola confusa nei pressi della stazione ferroviaria di Mestre. Nel frattempo, il compagno si era recato dai carabinieri di Zero Branco per denunciare la scomparsa della ragazza, mentendo sul suo presunto ritorno a casa a Valmontone. Le preoccupazioni dei genitori della donna li hanno spinti a contattare le autorità, che alla fine l’hanno rintracciata a Pistoia, denutrita e in uno stato di shock.

